All’UniFi piove sul bagnato

Dopo la recente sentenza del TAR Lazio, che ha impedito l’introduzione del numero chiuso per gli Studi Umanistici alla Statale di Milano, evidenziando come la carenza di personale docente non possa essere causa legittima per l’introduzione di blocchi in ingresso, si aggiunge da ieri un nuovo episodio, tra il ridicolo e l’assurdo, che riguarda il nostro Ateneo.

Alla prova d’accesso per i corsi di Biotecnologie, Scienze Biologiche, Scienze Farmaceutiche Applicate, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e Farmacia, i candidati si sono trovati davanti un test che non corrispondeva ai parametri previsti (meno domande, materie diverse e altre inconsistenze).

L’universitá, per scusarsi dell’accaduto, nato da una “svista”, ha deciso di ammettere tutti i candidati.

Da una parte non possiamo che accogliere positivamente una decisione che si avvicina alle nostre rivendicazioni, dall’altra è evidente che questa non sia la modalità auspicata da noi per l’abolizione dei test d’ingresso. Certamente, tanto l’errore in sé quanto la decisione dell’Ateneo di non ripetere nuovamente la prova, mostrano chiaramente quanto siano fiacche e deboli le argomentazioni che hanno portato all’introduzione dei numeri chiusi nella nostra Università.

Il Collettivo di Scienze denuncia questa situazione assurda, nella speranza che si possa finalmente liberarci da queste prove d’ingresso inutili e dannose per la nostra Università.